Echia Club

La leggenda di un nome, il fascino di un luogo

“Echia club, fitness&relaxation center” del Grand Hotel Vesuvio, è diventato un indispensabile ed esclusivo punto di riferimento per i nostri ospiti.Gli ambienti suggestivi ed avvolgenti, la pace e la magia che aleggiano nel piccolo gioiello del Grand Hotel Vesuvio, rendono questo spazio, in cui marmi, mosaici, cristalli variopinti, legni pregiati, luce, acqua, roccia e morbide linee si incontrano e si fondono leggere, un luogo nato per la cura del corpo e della mente. Cardiofitness, piscina, idromassaggio, sauna: questi i servizi offerti dal Club.


La Palestra è accessibile gratuitamente

tutti i giorni  senza limitazioni orarie

La Piscina e l’Area Relax (dotata di sauna ed idromassaggio) sono accessibili gratuitamente 

dal Lunedì al Sabato dalle ore 8.00 alle ore 11.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.30

Domenica e festivi Chiuso. Prenotazione Obbligatoria

 

 

Gli ambienti suggestivi ed avvolgenti, la pace e la magia che aleggiano nel piccolo gioiello del Grand Hotel Vesuvio, rendono questo spazio, in cui marmi, mosaici, cristalli variopinti, legni pregiati, luce, acqua, roccia e morbide linee si incontrano e si fondono leggere, un luogo nato per la cura del corpo e della mente. Cardiofitness, piscina, idromassaggio, sauna: questi i servizi offerti dal Club.

L’etimo della parola “Echia” è di incerta derivazione, le sue origini oscillano fra il mito di Venere ed Ercole ma, bellezza o forza che sia la radice di questo antico nome, è la storia del monte che si erge alle spalle del Grand Hotel Vesuvio, appunto il monte Echia, a spiegare l’omaggio che l’albergo ha inteso fare alle mitiche pendici. È qui, nelle acque dove la sirena Partenope disperata si precipitò, dopo aver tentato invano di ammaliare l’ineffabile Ulisse, sulle rive del golfo più bello del mondo, che nacque il nucleo urbano più antico di Napoli. È qui, alle falde del monte Echia, che nel IX sec. a.C. i greci fondarono “Partenope”, divenuta più tardi “Palepoli”, la “città antica”.I coloni greci, che non ebbero uguali per la perizia con cui eleggevano le terre esplorate a propri insediamenti, non potevano che fermarsi qui: l’incanto della baia, le lussureggianti pendici, la fecondità del mare, le sorgenti di acqua sulfurea del monte Echia parevano semplicemente un dono divino per le umane delizie.